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Gli effetti a lungo termine della diminuzione del petrolio

Secondo uno studio svolto da Nomisma, società attiva in servizi di ricerca economica per imprese, gli effetti della diminuzione del prezzo del petrolio hanno già avuto delle importanti ripercussioni per quanto riguarda i prezzi al consumo e anche per il livello di inflazione che, in Italia, ha raggiunto la soglia dello 0, mentre nell’intera area fa segnare un -0,2%. La situazione, precedentemente prevista dagli analisti, continuerà anche nei mesi a venire ma, nel lungo periodo, potrebbe rappresentare un rischio da non sottovalutare per tutte le diverse economie: infatti questa caduta dei prezzi rischia di influire eccessivamente sui prezzi al consumo avviando tendenze disinflazionistiche e creando aspettative per quanto riguarda un’ulteriore caduta dei prezzi stessi. All’interno dei paesi importatori di petrolio quindi si assisterebbe ad un fenomeno in cui le conseguenza positive del crollo dei prezzi sarebbero contrastate da quelle negative relative alla deflazione; il successivo passo sarebbe quello dell’aumento dei tassi di interesse reali e una politica monetaria più dura. Per far fronte a questa evenienza è quindi necessario che la Banca Centrale Europea effettui un piano ragionato di immissione di liquidità, senza dipendere dalla richiesta delle banche, mantenendo il cosiddetto “quantitative easing” ad una dimensione adeguata alla situazione.  

http://www.borse.it/articolo/ultime-notizie/Inflazione-Nomisma-con-questo-ritardo-non-e-detto-che-quantitative-easing-sia-sufficiente__431300?refresh_cens

Le previsioni economiche italiane per il 2015

Secondo le più recenti stime formulate dal Governo italiano, nel corso del prossimo anno il prodotto interno lordo nazionale dovrebbe far segnare un rialzo pari allo 0,6%. Gli altri istituti si mantengono molto più cauti nel formulare queste previsioni: l’istat sostiene che vi sarà una ripresa dello 0,5%, l’Ocse dello 0,2% mentre Moody’s prospetta che nemmeno il prossimo anno si potrà registrare una fase di crescita e che il PIL rimarrà sostanzialmente invariato.

Le stime più ottimistiche possono trovare un piccolo fondamento nella situazione che sta interessando attualmente i mercati petroliferi globali che, negli ultimi periodi, hanno fatto segnare un netto crollo delle quotazioni. Questo crollo ha conseguentemente provocato una rapida discesa dei prezzi del petrolio (27% in Dollari e 20% in Euro) che non accennano a smettere e minacciano di proseguire ulteriormente almeno sino all’estate 2015. Per l’Italia questo drastico calo dei prezzi potrebbe significare un buon vantaggio: il nostro paese spende infatti circa 60 miliardi di Euro all’anno per importare prodotti energetici e una riduzione di circa il 15% nella bolletta energetica nazionale potrebbe portare a una crescita del PIL pari allo 0,5%. Le conseguenze più immediate sarebbero inoltre sarebbe uno stimolo alle esportazioni e alla domanda interna, quantificate in un ulteriore 0,4%. Per uscire da questo lungo periodo di crisi sarà necessario, da parte delle istituzioni, incentivare gli investimenti pubblici nel settore delle infrastrutture, nei beni, nei servizi e nel sostegno alla povertà, contribuendo così ad incentivare ulteriormente la domanda interna.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/25/loro-nero-di-renzi/1232346/

Le previsioni fornite dall’Istat per l’anno 2015

Secondo le ultime analisi contenute nel report “Le prospettive per l’economia italiana nel 2014-2016” prodotto dall’Istat – l’Istituto Nazionale di Statistica, l’Italia dovrebbe uscire dalla lunga fase di recessione nel corso del prossimo anno. La crescita prospettata sarà però molto più lenta e in misura minore rispetto al resto del mondo. Secondo le previsioni il Pil italiano dovrebbe proseguire la fase di discesa nel corso di questo anno, nella misura dello 0,3%, per poi iniziare una piccola fase di crescita di circa lo 0,5% nei primi mesi e un calo della disoccupazione al 12,4% per poi raggiungere il 12,1% nel 2016. Ovviamente si tratta solo di previsioni le quali sono però caratterizzate da un alto livello di incertezza dovuta anche ai mutamenti degli scenari internazionali come ad esempio i mercati, il commercio e la situazione politica. Anche la spesa media delle famiglie dovrebbe far segnare un incremento dello 0,3% decretando la fine di un periodo negativo durato oltre tre anni: tra le motivazioni principali di questa crescita una riduzione della propensione al risparmio la quale potrebbe proseguire nel 2015 e 2016 facendo segnare rispettivamente un +0,6% e +0,8%. Solamente il settore degli investimenti, nel corso di quest’anno, farà segnare un calo pari al 2,3%, per poi riprendersi l’anno seguente con un +1,3% e proseguendo nel 2016 con +1,9%.

http://www.economiaweb.it/pil-italia-nel-2014-in-calo-dello-03/

I progetti di Assolombarda per la ripresa dell’industria

Gianfelice Rocca, importante industriale italiano e Presidente di Assolombarda, sostiene che il settore manifatturiero sia la chiave per la ripresa economica nel nostro paese e lo pone al centro dell’impegno dell’associazione di cui è a capo. I 50 progetti proposti quasi un anno fa e denominati “Far volare Milano” si suddividono in quattro diverse aree: “Imprese al centro”, “Milano al centro”, “Expo la grande occasione” e “Assolombarda al centro”. L’obiettivo perseguito è quello di supportare le aziende appartenenti al settore manifatturiero in un processo di crescita e sviluppo tramite la promozione di nuove tecnologie e modelli strategici, permettendo loro di affrontare le continue sfide presenti nel mercato. È quindi necessario impostare un lavoro di diffusione della conoscenza delle nuove tecnologie d’avanguardia grazie a partnership e alla costituzione di gruppi di imprese, in modo da poterle condividere con le aziende leader e i principali centri di ricerca per giungere alla creazione di nuovi sistemi produttivi. Centrale è anche l’intento di creare iniziative di formazione ed informazione volte all’eccellenza organizzativa e manageriale. A giugno 2014, 24 medie aziende milanesi hanno avuto l’occasione di partecipare ad un workshop operativo nell’ultra moderno stabilimento situato a Cameri (il più grande e avanzato stabilimento di questo tipo al mondo), in provincia di Novara: la visita era finalizzata all’avvio di una partnership in tema di “addittive manufacturing”, una innovativa tecnologia che permette di creare oggetti solidi e complesse parti meccaniche partendo da un modello digitale tramite aggregazione di polveri speciali fuse insieme. Si tratta di una vera e propria novità grazie alla quale i diversi oggetti potrebbero essere prodotti per aggregazione e non più per asportazione, riducendo notevolmente gli sprechi, il tempo di set up delle macchine e le emissioni prodotte, proiettando l’industria italiana nel futuro. Il progetto voluto da Gianfelice Rocca vuole essere una spinta per le industrie nazionali a sviluppare la propria capacità innovativa tramite il corretto utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, per colmare il grande gap che ancora ci separa dagli altri paesi europei e del mondo. 

Advisers specializzati in economia e finanza per le aziende: Thor-Invest

Obiettivo principale di Thor Invest, di cui Fabio Bottari è partner e fondatore, è quello di ampliare gli orizzonti delle piccole e medie imprese nel panorama del mercato internazionale. Nell’odierna situazione di mercato e in un paese maturo come oggi è l’Italia, la crescita delle aziende di piccole dimensioni può avvenire solo passando attraverso l’internazionalizzazione dei propri mercati. Questo significa diventare consapevoli della necessità di cambiamento e credere nella possibilità di sviluppo oltre i confini nazionali, aprendo nuove frontiere economiche. Espandere il proprio business in Paesi differenti dall’Italia non è sempre facile, a causa di differenze linguistiche e culturali, differenze politiche ed economiche, monetarie e fiscali. Thor Invest può intervenire senza fatica in questo scenario, perché ha una forte presenza anche a San Paolo del Brasile, a Shanghai in Cina e a Ginevra in Svizzera. La società si avvale di specialisti del settore economico-finanziario, che possono dare un supporto manageriale all’imprenditore della piccola e media impresa italiana. Tra essi Fabio Bottari, fondatore stesso della società, il quale offre un’efficace assistenza sia nelle relazioni commerciali, che in quelle finanziarie delle aziende di tipo locale. Si prevede, nell’asset, un coinvolgimento nelle attività di start-up di nuove imprese e successivamente un’assistenza nella selezione del management, utile ai processi di espansione e sviluppo internazionale. Thor Invest aiuta le piccole e medie aziende contro l’atteggiamento delle istituzioni finanziarie, che sono sempre meno disposte a dare fiducia a quest’ultime, soprattutto a causa della crisi economia del momento.