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Il Job Act riceve l’approvazione definitiva dal Parlamento

Con l’approvazione del Parlamento italiano, il Job Act promosso dal governo Renzi diventa Legge, apportando sostanziali modifiche al mercato del lavoro. La riforma più importante è sicuramente quella che riguarda i contratti di lavoro: per quanto riguarda le aziende che impieghino più di quindici dipendenti, il contratto a tempo indeterminato non potrà più contare sulla protezione del vecchio articolo 18; rimane la possibilità di reintegro per tutti quei casi in cui il lavoratore venga licenziato per motivi discriminatori e in alcuni casi in seguito a licenziamento ingiustificato per motivi disciplinari. Per i licenziamenti senza giusta causa vengono introdotti una serie di indennizzi economici, calcolate in base all’anzianità e alla tipologia di lavoro svolto. Sono così introdotte le cosiddette tutele crescenti, volte a disincentivare i licenziamenti in maniera sempre maggiore con l’aumentare dell’anzianità anagrafica e lavorativa del dipendente. Questi tipi di contratto diventeranno quindi la norma, portando all’eliminazione di tutti quei contratti atipici attualmente presenti. Ai datori di lavoro verranno maggiori poteri di controllo, come ad esempio la possibilità di verificare gli strumenti aziendali forniti ai propri dipendenti (telefono, personal computer…), oltre alla possibilità di demansionare il lavoratore per motivi economici o di riorganizzazione, non modificandone però il salario. Anche il settore dei centri per l’impiego verrà riformato, per renderlo più fruibile da tutti anche per via telematica e soprattutto più snello e veloce, grazie alla creazione di un ufficio nazionale centrale a cui tutti gli altri dovranno rispondere. I centri saranno inoltre incaricati dell’organizzazione di corsi di riqualificazione professionale per tutti quelli che hanno perso il lavoro. Infine previsto un sussidio universale di maternità, a cui potranno accedere anche le lavoratrici parasubordinate anche se il datore di lavoro non ha versato i contributi, nuove norme volte a bloccare il sistema delle dimissioni in bianco e la possibilità di cedere parte delle proprie ferie a colleghi che abbiano figli minori malati gravi, consentendo maggior tempo da dedicare alla loro assistenza.
http://www.dirittodicritica.com/2014/12/04/job-act-cosa-cambia/