Archivio mensile:gennaio 2015

Gli effetti a lungo termine della diminuzione del petrolio

Secondo uno studio svolto da Nomisma, società attiva in servizi di ricerca economica per imprese, gli effetti della diminuzione del prezzo del petrolio hanno già avuto delle importanti ripercussioni per quanto riguarda i prezzi al consumo e anche per il livello di inflazione che, in Italia, ha raggiunto la soglia dello 0, mentre nell’intera area fa segnare un -0,2%. La situazione, precedentemente prevista dagli analisti, continuerà anche nei mesi a venire ma, nel lungo periodo, potrebbe rappresentare un rischio da non sottovalutare per tutte le diverse economie: infatti questa caduta dei prezzi rischia di influire eccessivamente sui prezzi al consumo avviando tendenze disinflazionistiche e creando aspettative per quanto riguarda un’ulteriore caduta dei prezzi stessi. All’interno dei paesi importatori di petrolio quindi si assisterebbe ad un fenomeno in cui le conseguenza positive del crollo dei prezzi sarebbero contrastate da quelle negative relative alla deflazione; il successivo passo sarebbe quello dell’aumento dei tassi di interesse reali e una politica monetaria più dura. Per far fronte a questa evenienza è quindi necessario che la Banca Centrale Europea effettui un piano ragionato di immissione di liquidità, senza dipendere dalla richiesta delle banche, mantenendo il cosiddetto “quantitative easing” ad una dimensione adeguata alla situazione.  

http://www.borse.it/articolo/ultime-notizie/Inflazione-Nomisma-con-questo-ritardo-non-e-detto-che-quantitative-easing-sia-sufficiente__431300?refresh_cens